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05 febbraio 2008

Io e gli anni '80...forse c'entra col bestiario, forse no...

Le ricerche sugli anni '80 iniziate dal “blogger” Zambrius per la stesura di un libro mi hanno portato a interrogarmi su quel decennio, del quale mi illudevo di ricordare tutto.

E riguardando film, rileggendo materiale, andando a scovare alcune vecchie foto, ho capito quanto sia complicato avere il ricordo chiaro di un'epoca, anche quando la si è vissuta di persona.

Mi spiego meglio: ho scoperto che quando ripenso agli anni '80, tutti i miei ricordi sono, in realtà, sensazioni e sentimenti molto frammentati e personali.

I miei anni '80 sono stati principalmente una brunetta piccina e con un bel sorriso, numerose figure di merda delle quali ancora oggi mi vergogno a pensarci, un bel po' di dischi, qualche libro e film, la ricerca perenne di soldi per comperare scarpe da basket nuove e il rimpianto per qualche ragazzina con la quale avrei potuto comportarmi in modo più intelligente, o anche solo più gentile.

Se mi sforzo, posso anche arrivare a ricordare i pomeriggi a giocare a carte con la nonna, le sere in birreria a decidere con gli amici quale fosse la canzone migliore di tutti i tempi (credo di avere scelto Don't Box Me In di Stewart Copeland e Stan Ridgway. Ma non saprei bene spiegare il perchè), e poco altro.

Ma è possibile che 10 anni della mia vita, 10 intensi anni a cavallo dell'adolescenza, si riducano ad una manciata di ricordi sfocati?

Che cazzo ho fatto per 10 anni?

Di certo (e mia madre ne è testimone), non li ho passati sui libri a studiare, né, a correre dietro alle ragazzine, visto che mi ricordo bene quale miscuglio di timidezza e di goffaggine fossi all'epoca.

Qualcosa non quadra.

La prima possibilità è che io abbia una pessima memoria. Però anche l'uomo più smemorato credo che si ricorderebbe chiaramente almeno le cose importanti. Ad esempio il suo primo bacio. Io no, o meglio... ne ho un ricordo vago e poco emozionante. E non potrei nemmeno giurare sul nome e la fisionomia della ragazzina in questione. E lo stesso vale per il secondo bacio. Paradossalmente il terzo lo ricordo meglio! Mi chiedo se sono l'unico ad avere questi problemi...

La seconda possibilità è che, come nel film "Men in Black", mi sia trovato in mezzo a qualcosa di davvero importante ma che in seguito, il ricordo mi sia stato selettivamente cancellato dalla memoria. Una delusione d'amore? Il rapimento da parte degli alieni? L'iscrizione al Fronte della Gioventù? Quale intollerabile sciagura può rendere necessario un elettroshock o qualunque altro strumento sia stato usato? Provo ansia al solo pensiero.

La terza teoria sostiene che, in realtà io sia un cyborg simile a quelli di Blade Runner: ho ricordi, sì, ma in realtà non sono miei. Sono il collage di ricordi di altri, incoerenti fra loro.

Il che spiegherebbe come mai io non veda mai i miei ex compagni di classe.

Che una volta all'anno mi capiti di incrociare un generico compagno di scuola, sì, certo. Ma compagni di classe, mai.

Eppure 30 persone, della stessa età... Per quanto possa essere grande Torino, statisticamente mi sembra impossibile che fra feste, inaugurazioni d'arte o luoghi pubblici, negli ultimi 20 anni, ne abbia incontrati due o tre al massimo. Nessuno negli ultimi 10. Però tutto diventerebbe statisticamente molto più accettabile, se mi fossero stati impiantati i ricordi di un liceale di Pordenone. Scelta strategica, indubbiamente. Quando mai andrò a Pordenone? E chi incontrerò di Pordenone? Sempre che Pordenone esista, va da sé...

Ma la stranezza non si ferma qui: il fatto è che le rarissime volte nelle quali incontro questi miei compagni di liceo, si creano situazioni surreali. Il che mi porta alla quarta, e più bizzarra, possibilità.

Forse il problema non è la memoria, il problema sono io che, al contrario di quanto dicano i miei ricordi, ho avuto degli anni '80 sfrenati.

Tuttavia mescolando schizofrenia e sfiga, alla mia personalità attualmente dominante sono rimasti solo i ricordi di seconda classe. Quelli meno interessanti, quelli che non ti portano a particolari emozioni positive. I ricordi banali o sgradevoli.

Anche questa teoria ha i suoi validi argomenti: come mai le rare volte in cui incontro un mio compagno, non lo riconosco? Sì, c'é una vaga somiglianza, ma non superiore a quella che un buon truccatore è in grado di ricreare trasformando, ad esempio, Sergio Castellitto in Fausto Coppi. Ma ad aggiungere ansia al palpabile imbarazzo, mi chiedo come mai, dei duecento aneddoti e simpatiche avventure vissute assieme quando avevamo 16 anni, dei trecento nomi-e-cognomi-e-codice-fiscale di altri ex compagni che, il presunto mio ex compagno elenca in ordine alfabetico, come mai, dicevo, per quanto sia preciso, puntuale o addirittura fotografico il racconto, non ricordo assolutamente nulla dei fatti e persone citate?

Ma soprattutto (questa è la cosa che mi fa più incazzare) com'è possibile che incontrando una mia ex compagna di scuola qualunque, questa non possa fare a meno di raccontarmi quanto fossi simpatico e carino e concluda col confessare che, al tempo, aveva una segreta cotta per me, quando in tutti i miei ricordi dell'epoca la principale protagonista femminile è una voragine di sfiga totale?

Essendo improbabile che tutte le ex compagne di scuola che incontro siano delle bugiarde, evidentemente, l'altra mia personalità deve avere ricordi molto più divertenti di quelli della mia personalità attuale. Mi viene da pensare che fosse una personalità simpatica, socievole, popolare ed anche ragionevolmente belloccia. Solo che, come sempre accade nel caso di coppie male assortite, ad un certo punto ne ha avuto abbastanza ed è andata per la sua strada, portandosi via tutte le sue cose. Ed adesso, magari, gestisce un topless-bar sulla spiaggia a Tonga, o, più facilmente, suona in incognito coi Radiohead.

Perché, alla fine, il vero problema è questo: la fatica dell'esercizio quotidiano alla chitarra me la rammento bene, mentre i ricordi della gloria, della ricchezza e della fama interstellare, dopo il divorzio, sono evidentemente rimasti all'altra mia personalità... Una vera pugnalata alle spalle.

29 gennaio 2008

Zia Bonnie...


Bonnie Tyler è una cantante gallese quasi 57nne. Uno di quei personaggi dotati di buona voce, ma che hanno assaggiato il grande successo solo a tratti e dopo una lunga gavetta. In ogni caso è un'artista che si è tolta belle soddisfazioni, raggiungendo la posizione n.1 delle classifiche mondiali sia con “Total Eclipse of the Heart”, sia (e questo pochi se lo ricordano) con la canzone “The Best”, in seguito cantata, con successo ancora maggiore, da Tina Turner.

Perché questo personaggio mi ha incuriosito?

Come detto, Bonnie Tyler sta vivendo una serena mezza età, fa regolarmente i suoi concerti in giro per il mondo, ogni tanto fa uscire un nuovo album, e soprattutto vive di rendita dei successi del passato. Come molti altri artisti nelle sue condizioni, verrebbe a pensare.

Invece no.

Bonnie Tyler ha avuto, al tempo, l'intelligenza di acquistare i diritti delle proprie canzoni, il che le ha dato probabilmente un benessere superiore alla media. Ma, soprattutto, le ha consentito di prendere alcune decisioni... inconsuete.

Alcune delle sue canzoni sono irreperibili nei cataloghi discografici? Sarebbe un problema, ma Zia Bonnie pensa che sia un peccato per i suoi fan e quindi decide di mettere i brani in download gratuito sul sito.

Sono esauriti degli spartiti delle sue canzoni? Zia Bonnie pensa che sarebbe bello che chi ama la sua musica possa suonarla e quindi mette le scansioni degli spartiti sul sito. Gratis, ovviamente.

In fondo, Bonnie sa che la sua vera ricchezza sono i fans affezionati, che continuano a sostenerla e riempiono le sue serate dal vivo. Che la fanno sentire ancora una persona speciale. E quindi come una simpatica zia, se li coccola... Fa sentire speciali anche loro, insomma.

D'altra parte i suoi momenti di grande successo li ha avuti e a questo punto non sono qualche migliaio di sterline all'anno che le cambiano la vita.

Io ho trovato questa storia molto istruttiva sul fatto che alcune persone, nonostante i dischi di platino ed il successo raggiunto, hanno abbastanza intelligenza e modestia da ricordare sempre da dove provengono e grazie a chi devono la propria fortuna.

Ebbrava, Zia Bonnie...

http://www.bonnietyler.com/options.html